In questi giorni, ho ascoltato alcune interviste a Carmen Consoli. Vi confesso che sono rimasto piuttosto affascinato quando l'ho vista, in un video, dare risposte sempre interessanti a domande di stupidità ineguagliabile: vedi e senti che riflette per scegliere ogni parola, e dice cose che ti fanno pensare, e quindi ti arricchiscono. Si presenta all'intervista completamente struccata, che sarebbe un dettaglio irrilevante in una società sana e invece oggi ci stupisce, e sicura di se offre cultura, rielaborazione e opinione.
Ho pensato, però, di riproporvi un'altra intervista, in cui è ancora più incisva: in costume di scena e marcando l'accento della sua terra, presenta "Mio zio", una sua canzone che parla di stupro, e poi definisce il rock con una memorabile provocazione...
Ultimo aggiornamento Domenica 06 Novembre 2011 12:53