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Concerto Negramaro al PalaIsozaki di Torino 18/10/2011 PDF Stampa E-mail
Scritto da Roberto   
Mercoledì 19 Ottobre 2011 03:32

Concerto Negramaro a Torino 2011Parliamo del primo di due concerti dei Negramaro a Torino, quello del 18 ottobre 2011. Un concerto che abbiamo atteso a lungo: la data prevista era il 29 marzo, ma l'evento è stato rimandato, così come tutto il Casa 69 Tour, a causa dell'intervento alle corde vocali del cantante Giuliano Sangiorgi. Prezzi dei biglietti "nella norma": da 34,5 Euro del 2° anello non numerato fino a 46 Euro per i posti numerati del 1° anello; circa 38 Euro per il parterre (in piedi). Tenendo conto della conformazione del PalaIsozaki, che consente una buona visuale e percezione acustica quasi da qualsiasi posto, e della spettacolarità "luminosa", direi che hanno fatto un uttimo affare un po' tutti gli spettatori, dalle prime file a pochi centimetri dalla band fino a quelli più distanti, che hanno potuto godere di una bella vista d'insieme. Non dico per dire: questa volta mi è stata data dall'organizzazione Set Up Live, che ringrazio, la possibilità di girovagare per il palazzetto e quindi ho potuto provare Giuliano Sangiorgiun po' tutte le situazioni preferendo, infine, un posto molto distante dal palco. Si, lontano, certo, ma non prima di avere scattato qualche bella fotografia dal "fronte palco", insieme ai fotografi veri... Le foto le ho sparse qua attorno, un po' alla rinfusa.

Senz'altro, è proprio un bello spettacolo di musica, prima di tutto. Le canzoni, come leggerete più avanti nella scaletta del concerto, sono principalmente quelle di Casa 69, è ovvio. I suoni sono curati: quelli artificiali dell'elettronica, le distorsioni della chitarra elettrica e i suoni naturali del pianoforte affollano lo spettro udibile nella sua interezza. Come va di moda, i bassi sono esaltati all'inverosimile. Questo è il sound dei Negramaro.    

Poi, è un bello spettacolo di luci e di colori: pannelli LED giganti fungono sia da apparecchi illuminanti, insieme ai proiettori, sia da schermi per rappresentare immagini. Veramente uno sballo! Il colore dominante, a parte la luce bianca abbagliante, è certamente il rosso-cuore, con evidente riferimento alla scultura in vetro dell'uomo-cuore,  realizzata da Ermanno Carlà (bassista) e rappresentata sulla copertina del disco.

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Ultimo aggiornamento Domenica 23 Ottobre 2011 15:19
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Perturbazione e Andrea Mirò PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 19 Agosto 2009 19:43

Perturbazione alla Maison Musique di RivoliIl manifesto è ripiegato su stesso. Ne sollevo un lembo fradicio per svelare la scritta in pennarello: "In caso di pioggia, il concerto di Mirò + Perturbazione si terrà alla Maison Musique".

Pioggia? Sono due ore che vien giù il diluvio! Meglio andare dritti dritti alla Maison Musique di Rivoli, dove sappiamo esserci anche un altro concerto.

 

Attracchiamo l'auto nel porto prospiciente la costruzione, e percorriamo gli ultimi metri a nuoto... Si, va bene, esagero... Che piova tanto, l'avrete già capito, a questo punto.

 

I Perturbazione, che suonano dopo uno spettacolo di pizzica salentina, hanno in mente un'idea battezzata "Le città viste dal basso". Consiste nell'interpretare brani famosi che parlano di città, principalmente italiane. Forse non gli frutterà un premio Nobel, ciò nondimeno il tema è ben svolto. Gli arrangiamenti sono tutti caratterizzati da un bel "tiro" rock agguerrito, entro i confini del buon gusto. Alcuni degli autori originali sono abbastanza presagibili, come De Gregori, Dalla, e il solito De André, di cui vengono proposti due brani.

 Andrea Mirò alla Maison Musique

Apro una piccola parentesi per dichiarare che, per quanto apprezzi il Faber, comincio a stancarmi di doverne sentire le canzoni, cantate da chiunque, in tutti i concerti di musica italiana. Ancor di più, mi sfiniscono le presentazioni in tono compassato e la costernazione di cui si veste, con sentimento autentico o spirito conformista, all'istante ogni volto. Ci sono anche altri autori che hanno scritto cose notevoli, molto meno celebrati, addirittura obliati. Per esempio, credevo fossimo rimasti in tre, a ricordarci di Ivan Graziani. Al contrario, stasera, ascolto con piacere un arrangiamento di "Firenze canzone triste", più veloce e meno struggente dell'originale. A sorpresa, l'ospite Andrea Mirò l'improvvisa insieme al gruppo.

 

Mi interessa anche la versione di "Piccola città", di cui è autore originale Francesco Guccini. Riconosco che i puristi potrebbero proclamare uno sciopero contro il dirazzamento delle atmosfere melanconiche da chansonnier. Io, però, ho il rock nell'anima, e quindi la canzone la gradisco anche così.

 

Accennavo che ospite dei Perturbazione è Andrea Mirò, la cantautrice milanese di cui si sente poco parlare. Canta qualche proprio brano insieme al gruppo e qualcun altro da sola, accompagnandosi al sinto-pianoforte o alla chitarra.

 

Mi sono piaciuti questi perturbazione, anche se il cantante è di quelli che introducono ogni canzone con un'omelia. Per fortuna, sono predicozzi abbastanza brevi, e poi dice pure delle cose divertenti. Cattura la mia simpatia quando legge un breve racconto inviatogli da un amico su San Mauro Torinese, commentando: "Potrebbe benissimo essere stato scritto su Rivoli". Mi incanta questa coscienza della cultura di contrada, libera, fuori moda e anticonformista, tanto di noi provinciali, chi se ne cura. E' cultura, e musica, di chi la città la vede dal basso. Take a walk on the wild side.

 

 

Perturbazione:

Tommaso Cerasuolo: voce

Elena Diana: violoncello e voce

Gigi Giancursi: chitarre e voce

Cristiano Lo Mele: chitarre e tastiere

Rossano Lo Mele: batteria

 

 

Discografia:

1998 - Waiting to Happen (Beware)

1998 - 36 (beware)

2002 - In circolo (Santeria/Audioglobe)

2002 - Waiting to Happen / 36 (ristampa, Santeria/Audioglobe)

2005 - Canzoni allo specchio (Mescal/Sony)

2007 - Pianissimo fortissimo (Capitol EMI)

2009 - Le città viste dal basso (Iceberg)

 

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Ultimo aggiornamento Giovedì 20 Agosto 2009 19:46
 
Cineconcerto Metropolis dei Supershock ad Avigliana PDF Stampa E-mail
Scritto da Roberto   
Sabato 27 Giugno 2009 20:08

 Cineconcerto Metropolis dei Supershock ad Avigliana Adesso vorrei sapere che cosa vi verrebbe in mente se vi invitassero ad assistere alla sonorizzazione di un film muto degli anni ’20. Esatto: “La Corazzata Potëmkin”di Fantozzi. Probabilmente vi chiedereste: “Ma non c’è proprio nient’altro da fare, stasera?”

Già, i film muti non interessano a nessuno, sono roba da intellettuali noiosi.

Come ve lo spiego che sono andato a vedere “Metropolis”di Fritz Lang, un film di fantascienza uscito nel 1927 e ambientato nel 2026? E poi, questa sonorizzazione: ti immagini un vecchio professore d’orchestra con la cravatta e la giacca sgualcita che suona marcette d’inizio secolo al pianoforte

Insomma, esco di casa prendendo al volo i miei pregiudizi e mi faccio portare all’Auditorium Fassino - via IV Novembre, 19 -   di Avigliana, dove si terrà il cineconcerto, perché il tempo è brutto e non si può fare all’esterno. Altrimenti, si sarebbe tenuto al dinamitificio Nobel che, cessato il business della dinamite, è diventato un “eco-museo”

Ci sediamo, si abbassano le luci, e cominciano film e concerto.

Vecchietto con pianoforte? Canzonette di Macario? No, psichedelia! Si, quel rock un po’ misterioso tipo Pink Floyd, per chi non se ne intende. Chiaramente, il tono del concerto segue l’incedere del film. E allora, via! Una progressione dietro l’altra. Si incomincia con poche note e, quando si va a chiudere venti minuti dopo, sembra l’apocalisse. E’ così che, alla fine del “Preludio”, i Supershock si guadagnano il primo applauso “a scena aperta”, se così posso dire. Ah, mi ero dimenticato di dirvi che i tre tempi del film sono: “Preludio”, “Intermezzo” e “Furioso”.

Benché abbia scelto di occuparmi di musica, e non di cinema, vorrei invitarvi a raccogliere qualche informazione su questa pellicola, talmente attuale da sposarsi naturalmente con l'impronta psichedelica data dai Supershock. Vi sorprenderà anche scoprire quanto tutti gli sceneggiatori e registi di quasi un secolo di fantascienza si siano ispirati a Lang e abbiano addirittura "citato", nelle loro immagini, sequenze di Metropolis. L'impressione, quando assisterete alla proiezione per la prima volta, sarà di averla già vista, ma non saprete nè dove nè quando. Anche questa sensazione fa parte della suggestione che il cineconcerto riesce a far vivere. 

I Supershock sono Paolo Cipriano, che canta e suona chitarra e flauto, e Valentina Mitola al basso. Da quel che ho capito, collaborano di frequente con altri musicisti. Questa sera ci sono Alan Brunetta alla batteria e altre percussioni d’”atmosfera”, e Simone Zaja al pianoforte.

Mi permettetmacchina-orologioe qualche tenero tecnicismo? Vorrei dire che i suoni sono molto ben curati, eccetto un tremendo ronzio che infastidisce nelle fasi più silenziose. Ronzio dovuto ai dimmer delle lampade (cioè ai regolatori dell’intensità della luce sul palco). Sarebbe un problema che si risolve facilmente ma, evidentemente, non questa sera. Un peccato. L’ho intesa come una specie di tassa da pagare, o il fondiglio di botte d’un vino pregiato.

Per la chitarra, Cipriano usa intensivamente effetti digitali di tipo “a memoria”, cioè eco (o delay), riverberi e recorder. Usa poi distorsioni anche a banda piuttosto larga, quelle che quasi ti dan fastidio alle orecchie, e le usa bene. Posso dire che non ha suoni banali e alla moda. E’ uno che sceglie oculatamente. Percepisco la voce, catturata con fine dettaglio da un microfono certamente a condensatore, inverosimilmente compressa e oltremodo riverberata. Una combinazione che, se ne sai risolvere l'enigma, rivela l'intenzione di esasperare le dinamiche (il "piano" sussurrato e il "forte" urlato) e creare l'alone di "mistero" cui accennavo prima.

Anche Mitola ricorre a effettistica per il basso, che è tipicamente più semplice. La osservo intervenire manualmente sulle regolazioni, ma per far cosa, non lo ricordo più (e dire che io a queste cose ci faccio caso). La linea di basso è fondamentale per rendere pulsante l’azione sonora, trasmutazione dei concetti di "macchina-cuore” e “macchina-orologio” della sceneggiatura.

Il pianista è un tipo serio. Il pianoforte è in realtà un simulatore, più facile da trasportare e ampCineconcerto Metropolis dei Supershock ad Avigliana lificare. Il suono, durante il concerto, è sempre lo stesso. Questa è una scelta precisa, perché lo strumento elettronico sarebbe capace di una varietà enorme di suoni diversi, se il musicista volesse farne uso.

La batteria è acustica. Meglio così. Non è molto appariscente, nel senso che è composta in maniera quasi essenziale. Però, come dicevo poc'anzi, Brunetta usa altri strumenti percussivi,  tipo una lastra metallica che produce un suono simile a un tuono.  Così dà impulsi di diversa natura alla musica: dall’effetto ipnotico dei fraseggi brevi e costanti, ai momenti aggressivi e liberatori quando i piatti e i tom la fanno da padroni, alle fasi d’atmosfera, in cui le percussioni diventano rumori che creano attesa. L’uso di batteria e percussioni è lodevole. Pochi tamburi, tanta bravura.

Il risultato d’insieme è coinvolgente. Ho tentato di descrivere maggiormente gli aspetti musicali e acustici, ma ammetto che mi sia diventato impossibile dissociare quel che ho ascoltato da quel che ho visto, così come non sopporterei di assistere a una proiezione di Metropolis senza questa stessa sonorizzazione. Testimonio che il trasporto è totale.

Vi auguro di assistere presto a un cineconcerto dei Supershock.

 supershock_metropolis_1

  

  

Un piccolo assaggio del cineconcerto, sono pochi secondi con cui mi illudo di dimostrarvi quanto le immagini e la musica siano legate tra loro. Credo che ai Supershock non dispiacerà la mia iniziativa.

 .

  

Se cercate in giro, su Internet, trovate molti video dei Supershock, tra cui la fase iniziale del concerto di Avigliana. Questo spezzone, al settimo minuto, comprende il commento sonoro al gioco di sguardi del primo incontro tra i protagonisti di Metropolis Freder e Maria, uno dei momenti più studiati e celebrati della storia del cinema. Includo il link al filmato, qua sotto. Il link potrebbe interrompersi, un giorno, se il video venisse cancellato o spostato dagli autori. In tal caso, avvisatemi.

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Grazie a Claudio per il supporto nella stesura anche di questo articolo

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Ultimo aggiornamento Giovedì 20 Agosto 2009 20:29
 


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