Sabato 2 maggio 2008. Al circolo di periferia dove si fa sempre musica, resistiamo ai primi due gruppi di ragazzini ipertesi. Pensano d'aver inventato il metal. Suonato bene, ci sarebbe piaciuto.
Tentiamo con un locale per fighetti. Chiediamo: "Chi suona stasera?" Risponde la cassiera: "Aspetta che leggo..." intanto sono otto Euro.
Andiamo verso la provincia, a Trofarello c'è un locale dove si suona a palla. Se falliremo ancora, andremo a sgocciolarci un Dolcetto in una cantina di Chieri.
Suonano i Fratucelli's Project. E' passata la mezzanotte e abbiamo la tessera sbagliata, ma la musica si sente anche da fuori. La serata di primavera ci invita a rimanere per ascoltare i suoni ovattati che filtrano dai muri. Mi rendo conto di una dimensione più accattivante: l'onda sonora si propaga attraverso il cemento del marciapiede. Mentre gli assoli di chitarra disperdono nell'aria l'aggressività dell'overdrive, il basso e la gran cassa mi fanno vibrare le caviglie. Da ovunque arrivi, la voce si sente, e tanto basta. Bisogna saper ascoltare, penso, ognuno come gli pare.
Riconosco suoni ben curati. Il cantante Piero Leporale è intonato, dosa la grinta con equilibrio. Mi piace come introduca distorsioni per capitalizzare il limite dell'estensione vocale, piuttosto che mascherarlo. Per quanto il genere lo consenta, apprezzo un chitarrista pulito o, forse, "ripulito" grazie all'interazione della materia tra noi. Assoli infiniti che non annoiano. Batterista (Alberto Fratucelli, stando a quanto si legge su internet) e bassista (Roberto Cassetta?) fanno la loro parte con onore e senza gran protagonismo. Come in Matrix, mi appare lo schema: "tutti per uno!" Cioè, il gruppo sostiene il solista. Il nome del gruppo è appropriato, dunque: Fratucelli's Project. Chiaramente, Fabrizio Fratucelli è il chitarrista.
Si tratta di una tribute band. Si ispira ai Rainbow, il gruppo hard & heavy fondato nel 1975 da Ritchie Blackmore e in cui cantava Ronnie James Dio (a loro tempo, alcuni dei ragazzi che l'heavy metal l'hanno inventata per davvero).
Sinceramente, non conosco molto bene i Rainbow; d'altronde ascolto le cover e, se mi incuriosisco, vado a cercarmi gli originali. Bisogna saper ascoltare, ognuno come gli pare. Questa volta è così, andrò a cercare i Rainbow e tante grazie ai Fratuccelli's project.
Il genere è un rock a tratti melodico, a tratti duro. Contaminazioni progressive e psichedeliche, hard e soft al momento giusto. Mi perdonerete, se non ho voglia di sforzarmi in classificazioni più fini.
C'è un "Inno alla gioia" in versione rock sinfonico, fatto bene. I ragazzi della cover band sono precisi, sanno distinguere un piano da un forte, comunicano emozioni. Trasudano tecnica, studio, affiatamento e ricerca sonora.
Su internet si trovano numerose informazioni su questo gruppo, ma nulla di veramente recente, quindi non sono molto sicuro della formazione. Ci sono dei video con qualità sonora accettabile per farsi un'idea abbastanza verosimile di cosa ci si possa aspettare. Il live, però, vi stupirà lo stesso. Leggo che nella formazione c'é anche un tastierista. Dalla mia "postazione" io non l'ho sentito. Sorry.
Mentre ascolto, leggo una scritta su un muro di mattoni: "04/05/2007 TI AMO VITA TUA FRA'". E' il secondo anniversario di questa dichiarazione d'amore, forse per la vita, forse tra ragazze, forse per scherzo. Mi colpisce il formato informatico della data: 04...05... Generazione nativa digitale, avrei preferito il rosso dei mattoni.