Home Musica Cantautori italiani Stefano Rosso al circolo "Mirabello" di Cantù (2003)
Stefano Rosso al circolo "Mirabello" di Cantù (2003) PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Martedì 28 Aprile 2009 19:36

Quando chiedo a qualcuno "Ti ricordi di Stefano Rosso?" suscito quasi sempre una espressione stranita. Allora mi spiego: "E' quello di 'Che bello, due ragazzi una chitarra e uno spinello!" e tutti si ricordano "...ma non sapevo che l'avesse scritta lui..."

Al concerto di Stefano Rosso ci vado nel 2003 a Cantù, nell'ottimo circolo Arci "Mirabello" che ha organizzato una rassegna, "Sussurri e grida", mozzafiato. Si direbbe un circolo culturale per davvero, non uno di quei locali alla moda mascherati per risparmiare sulle tasse: mi ricordo di un paio di stanze, neanche tanto grandi, con una gran bella atmosfera da osteria. In una stanza un piccolo bar e il tavolo apparecchiato con la tovaglia a quadretti bianchi e rossi, nell'altra il palchetto, o meglio la "pedana", e la "platea" creata con poche file di sedie da cucina.Stefano Rosso suona la chitarra

Quando Rosso inizia a suonare, saremo una ventina ad ascoltarlo. Sul palco, lui è solo. Si fa per dire. Stefano Rosso riesco a ricordarmelo sempre insieme alla sua chitarra, e alla sua erre pizzicata. Mi piace pensare che ce l'avesse con se anche negli anni in Legione Straniera. La chitarra, dico. Della erre, ne sono sicuro...

Il fingerstyle rapisce immediatamente l'attenzione di tutti. L'amplificazione è semplice, senza effettistica raffinata che, dopotutto, mal si sposerebbe al personaggio, al genere e al luogo. Anzi, diciamolo bene: uno che suona così, non ha bisogno di fronzoli.

Le canzoni scivolano via una dietro l'altra, intervallate da presentazioni in tipico stile cantautorale. Parla di Trastevere, da cui andò via per poi tornare dopo anni e non trovarvi gli amici di un tempo... "Letto 26"! Potete intuire l'emozione, roba da farmi commuovere come una vecchia zia. E invece, dopo le prime strofe, Rosso la fa cantare a un avventore. Da non crederci, forse la canta meglio dell'autore, che ne è contentissimo!

Rosso non suona a lungo. Si, certo, "Una storia disonesta" la fa.

I discorsi, non sono poi così profondi. Per esempio, ci racconta di aver comprato un masterizzatore di CD al supermercato per meno di centomila lire, a Roma costano di più. D'altronde, un cantautore le sue idee, e le sue storie più intense, le racconta nelle canzoni, no?

Dopo Stefano Rosso, canta Claudia Pastorino accompagnata al basso da Bob Callero (si, voce e basso, punto!) Questa è musica troppo raffinata, per uno come me, lascio volentieri che ne parli Mauro. 

Invece io, con molto, molto dispiacere riporto che Stefano Rosso scompare il 15 settembre del 2008, senza clamore, tanto che non me ne accorgo subito nemmeno io. Nel 2008 qualcos'altro mi distrae: qualche mese prima non sto bene e mi ricoverano in ospedale dove il mio letto è, ve lo giuro, il letto 26.

Ultimo aggiornamento Sabato 09 Maggio 2009 22:32
 
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